Gazzetta del Sud: Marittimi nello Stretto di Messina, il “sistema” dei 78 giorni: «Così si evitano le stabilizzazioni»
I collegamenti veloci nello Stretto sotto la lente. Interrogazione parlamentare della deputata di Azione Giulia Pastorella: «Contratti brevi, interruzioni programmate e nuovi imbarchi»
Approda in Parlamento e in due Ministeri l’impiego del personale da parte di BluJet nello Stretto di Messina. Ad accendere la miccia è l’on. Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di “Azione”, insieme al delegato nazionale dello stesso partito Massimiliano Miceli. Il nodo del contendere: «Un marittimo lavora per alcuni mesi, viene sbarcato e il giorno successivo risulta disoccupato. Ma il giorno dopo ancora, torna a lavorare, spesso per lo stesso armatore e sulla stessa nave», rilevano entrambi.
Un meccanismo noto come “Sistema dei 78 giorni”, finito al centro di una interrogazione parlamentare presentata dalla stessa Pastorella per fare luce sulle condizioni occupazionali nei collegamenti veloci tra Sicilia e Calabria. «È una sequenza ripetitiva e strutturata: contratti brevi, interruzioni programmate e nuovi imbarchi. Un ciclo che si ripete più volte l’anno senza mai superare la soglia che farebbe scattare la stabilizzazione del rapporto se il servizio viene prestato ininterrottamente alle dipendenze dello stesso armatore per oltre 365 giorni», spiega la deputata.
Ciò favorirebbe il precariato, «pur in presenza di una continuità lavorativa di fatto». Il tema è stato portato all’attenzione parlamentare anche grazie all’iniziativa di Miceli, che ha raccolto e trasmesso a Pastorella le segnalazioni provenienti dal territorio messinese e dai lavoratori del comparto marittimo.
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