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Salvini risponde sul “Sistema dei 78 giorni”

Class. 3875/CIS

All’Onorevole Giulia Pastorella
Camera dei deputati
ROMA

e, p.c.

Alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Dipartimento rapporti con il Parlamento
Ufficio II
ROMA

Al Segretariato generale
della Camera dei deputati
ROMA

Oggetto: interrogazione n. 4-06598.

Con riferimento all’atto di sindacato ispettivo in oggetto si forniscono i seguenti elementi di risposta.

In premessa, appare opportuno precisare che il lavoro marittimo è disciplinato da una normativa speciale, sviluppata per rispondere a esigenze storicamente connesse alla discontinuità dell’attività di navigazione, alla ciclicità degli imbarchi, alla variabilità dei traffici e alla peculiare organizzazione del lavoro a bordo. Tali caratteristiche hanno indotto il legislatore a definire un regime distinto e autonomo rispetto alla disciplina generale del lavoro.

In questo quadro si inserisce l’articolo 326 del Codice della navigazione, che consente il ricorso a contratti di arruolamento a tempo determinato o per viaggio, prevedendo la trasformazione del rapporto in tempo indeterminato esclusivamente nel caso in cui il servizio sia prestato ininterrottamente alle dipendenze del medesimo armatore per un periodo superiore a un anno. La norma, pertanto, non introduce limiti espressi alla reiterazione dei contratti a termine.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è pienamente consapevole che il ricorso reiterato a contratti di breve durata, intervallati da periodi di sospensione volti a evitare la maturazione della continuità annuale prevista dall’articolo 326, possa determinare effetti distorsivi sotto il profilo occupazionale e sociale, oltre a potenziali ripercussioni sulla finanza pubblica.

A tal fine, il Ministero ha avviato — e intende proseguire — specifiche attività di analisi e approfondimento, finalizzate a verificare l’adeguatezza dell’attuale quadro regolatorio e delle prassi applicative, al fine di valutare eventuali interventi correttivi o integrativi che si rendessero necessari.

In particolare, si prevede di rafforzare le attività di monitoraggio, anche attraverso una raccolta e analisi più sistematica dei dati relativi agli imbarchi, agli sbarchi e alla durata complessiva dei periodi di servizio del personale marittimo, avvalendosi delle informazioni disponibili presso le Capitanerie di porto competenti. Ciò consentirà di disporre di un quadro conoscitivo più completo e aggiornato.

Parallelamente, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti intende proseguire e consolidare il confronto già avviato con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, finalizzato ad analizzare l’attuale disciplina del collocamento della gente di mare e a valutarne eventuali aggiornamenti. Sarà inoltre esaminata l’opportunità di fornire indirizzi amministrativi agli uffici periferici, al fine di garantire maggiore uniformità, trasparenza e tracciabilità nelle operazioni di collocamento.

Si segnala, infine, che il MIT, in coordinamento con le altre amministrazioni competenti, sta valutando possibili interventi di aggiornamento dell’attuale quadro normativo, con l’obiettivo di prevenire utilizzi elusivi degli istituti previsti dal Codice della navigazione e di rafforzare le tutele della continuità occupazionale del personale marittimo, nel rispetto delle peculiarità del settore.

Si conferma, dunque, l’impegno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a monitorare con attenzione le prassi applicative evidenziate e a operare affinché l’applicazione delle norme avvenga nel pieno rispetto della loro ratio, salvaguardando i diritti dei lavoratori, la correttezza dei rapporti di lavoro e l’interesse pubblico.

Sen. Matteo Salvini

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